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Autore: admin_samu

Tutta la verità sul caso Belpietro

Non capisco perché tanto casino sull’attentato a Belpietro. A me pare che la spiegazione sia lampante.

I sintomi della psicosi: il delirio


Il delirio è il sintomo psicotico più comune. Significa letteralmente un pensiero che non segue la normale linea di pensiero, non limitandosi però a produrre fantasie, ipotesi o intuizioni da verificare in seguito, ma convinzioni automatiche che prescindono da ogni verifica. In sintesi il delirio è un pensiero che in partenza non ammette prove contrarie, concepito in maniera inderivabile e deduttiva. Il contenuto e i sintomi associati variano.

I deliri si distinguono anche in base al contenuto:

  • grandiosi/megalomanici (che vanno dal credere di avere poteri particolari all’essere in possesso di informazioni segrete e preziose, all’aver inventato cose nuove e geniali);
  • depressivi (essere in rovina, avere colpa di qualche evento, avere una malattia mortale, corporei (essere infestato da parassiti, avere malattie, non avere più parti del corpo);
  • PERSECUTORI (essere spiato, controllato, indotto e disturbato con segnali, interferenze, malefici; avvelenato, esser oggetto di interesse da parte degli altri);
  • erotomanici (ritenere che qualcuno sia innamorato di noi) etc.

Chiaro, no?

(-16 giorni all’Appletini night "festa delle medie"!)

Sono sconvolto dall’outing di Tiziano Ferro

Sono completamente sconvolto dall' outing di Tiziano Ferro.
"Sono gay, ho voglia di innamorarmi di un uomo", confessa in un'intervista a Vanity fair, il famoso periodico, che se fosse anche un po' più periodico, tipo se uscisse una volta ogni venti- ventuno anni, non sarebbe neanche tanto male.

Completamente sconvolto, dicevo. Voglio dire, passi che la benzina costa un occhio della testa e, nonostante le nostre auto possano andare pure ad elettricità, olio di colza, olio di canapa, aria compressa, e mille altre alternative nauturali (probabilmente funzionano anche a Zigulì, ma l'industria del petrolio ci impedisce di saperlo), continuiamo a pagare cifre improponibili per spostarci, per lo più inquinando. Passi il fatto che ne siamo costretti, perché tu, nel serbatoio della tua automobile che hai pagato fior di soldi e che ti ha fatto accendere un mutuo che nemmeno in una fabbrica di esplosivi, mica ci puoi mettere quello che ti pare. Perché nel caso tu inserisca nel suddetto serbatoio, ad esempio, dell'olio di colza, nel caso un omino in divisa ti fermi, e nel caso questo se ne accorga in qualche modo, sei pure passibile di denuncia. Poi vai a spiegarglielo tu che in realtà l'olio nel serbatoio lo tieni per friggerti due patatine in pausa pranzo, o cose del genere.
Sono sconvolto dall' outing di Tiziano Ferro, dicevo.
Passi il fatto che siamo un paese sempre più ignorante, che hanno tagliato talmente tanto all'istruzione che nel taglio ci sono finiti pure i banchi delle scuole (che se li tagliamo a metà, raddoppiamo i posti), e pure le sedie, che sedersi con una chiappa sospesa nel vuoto e con l'obbligo di tenersi in equilibrio su due sole gambe aiuta a non addormentarsi e stimola la circolazione periferica.
Nel frattempo, con i soldi che non ci sono per la scuola, hanno comprato non so quanti aerei da combattimento. Interi, mica a metà.
Ma io sono sconvolto dall' outing di Tiziano Ferro.
Non importa se qui ci si incasella tutti a vicenda, tu che hai il capello lungo al vento e quindi sei di sinistra e quindi sei comunista amico dei negri centro sociale guccini pseudointellettuale del cazzo e tu che invece sei tutto vestito bene sei sicuramente di destra e quindi fascista nazista mussolini ignorante.
Alla fine, sia chiaro, moriremo tutti, perché a tutti tocca. Ed io, di rovinarmi l'unica esistenza che ho con 'ste minchiate, mica ne ho voglia. Quella è roba vostra.
E poi sono sconvolto dall'outing di Tiziano Ferro, dicevo.
Perché io, che sono uno molto fortunato, già me la vedo, la scena.
Corro a settanta kilometri orari dove c'è il limite di cinquanta. Ho fretta, tanto per cambiare sono in ritardo. Non do una precedenza e un tizio mi manda affanculo, e anche se non ho i capelli al vento (e non li ho, nemmeno in generale) mi grida comunista amico dei negri centro sociale pseudointellettuale del cazzo, perché tra i criteri per valutare queste cose, al giorno d'oggi, c'è anche il livello di pulizia dell'auto. E la mia è sporca.
Imbocco la strada principale e, ovviamente, c'è un posto di blocco.
Inutile specificare che vengo fermato immediatamente.

– Andiamo di fretta, eh? Patente e libretto, prego.

– Ehm, si, vede, sto lavorando, sono un po' in ritardo…

– Bene, bene, signor QuandoSiFaBuio. Eccesso di velocità, pneumatici usurati… bene, bene.

– No, la prego, agente… agente?

– Agente Ferro. Tiziano Ferro.

– Tiziano Ferro? il cantante?

– Ora faccio il carabiniere. Dopo l'outing è andato tutto a rotoli.

– A, capisco, mi dispiace molto…

– Certo, certo. Ma.. e questo odore cos'è?

– Qu… quale odore?

– L'odore che viene dal serbatoio! non sarà… non sarà olio di colza?

– Ehm… no, no, si figuri, io sono assolutamente d'accordo col fatto che nel serbatoio della mia auto non possa metterci il cazzo che mi pare.

– Apra il serbatoio, per cortesia.

– Ma…

– Apra il serbatoio!

– Ok, ok… no, ma davvero, è tutto a posto, sono uno regolare io, sono, sono solo un po' agitato, ora, ecco vede, non riesco a infilare la chiave nel tappo del serbatoio, ah, no ecco, ecco, ce l'ho fatta, ora le faccio vedere che è tutt… PORCA TROIA!

– Che succede, signor QuandoSiFaBuio?

– Ecco, ehm… niente, mi è… mi è caduto il tappo del serbatoio per terra, ora… ora mi chino e lo raccolgo, agente Ferro.

– PERFETTO.

Sono sconvolto dall'outing di Tiziano Ferro.

 

(-18 giorni all'appletini night "Festa delle medie"!!)

God of the week

Su segnalazione del nostro amato Linvidia, ecco un God of the week assolutamente degno di tal nome. Mitico!!
(-20 giorni all’appletini night "Festa delle medie"!!)

INGHILTERRA

Disoccupato, 25 anni, dieci figli con dieci donne
Allo Stato costerà quasi due milioni di euro

Il "record" di Keith Macdonald è finito sulle prime pagine. Secondo alcuni giornali, i bambini in realtà sono 15 da 14 compagne diverse, tutte appartementi, come lui, al sottoproletariato e dipendenti dall’assistenza pubblica

dal nostro corrispondente ENRICO FRANCESCHINI

Disoccupato, 25 anni, dieci figli con dieci donne Allo Stato costerà quasi due milioni di euro 

LONDRA – E’ un "serial father": mette incinta tutte le donne che incontra. Ma queste, se le partner sono consenzienti, sarebbe il male minore. Il fatto è che Keith Macdonald, uno spilungone inglese di 25 anni, è disoccupato o meglio rifiuta di lavorare, le donne che incontra appartengono alla medesima categoria e le sue "paternità seriali" stanno costando un patrimonio allo stato, ossia ai contribuenti, in assistenza sociale. Dal suo punto di vista, Keith si sente detentore di un record: nonostante la sua giovane età, ha già avuto dieci figli da dieci donne diverse. E questi sono quelli accertati finora dalle agenzie governative, ma secondo indiscrezioni raccolte dai giornali il totale sarebbe di 15 figli (compresi due in arrivo) da 14 donne.

Dal punto di vista dello Stato britannico, tuttavia, il suo primato è un disastro. I dieci figli accertati, tutti allevati da ragazze-madri giovanissime, disoccupate e spesso provenienti da famiglie disastrate, riceveranno un totale di 150 mila sterline a testa in assegni familiari e contributi per la casa dalla nascita del bambino fino a quando avrà compiuto i 18 anni. Centocinquantamila per dieci figli uguale un milione e mezzo di sterline, pari a quasi due milioni di euro: questo in pratica sarà il prezzo delle esuberanze sessuali dell’incontenibile Macdonald. Una cifra che potrebbe superare i due milioni di sterline (due milioni e mezzo di euro), se i figli fossero 15 anziché dieci. E che potrebbe arrivare a chissà quale  somma, se Keith continuerà a mettere incinta signorine a questo ritmo fino a quando avrà raggiunto la pace di sensi.

La vicenda è finita sulle prime pagine dei tabloid, suscitando esortazioni a fare qualcosa: nessuno ha proposto di accelerare il raggiungimento della pace dei sensi in questo incorreggibile playboy delle periferie urbane, ma si sono levate voci che lo invitano a sottoporsi perlomeno a un intervento di vasectomia. Lui però fa sapere che non ci pensa nemmeno. E non è che lo Stato possa obbligarlo.

Perennemente vestito con tuta sportiva, cappellino da baseball, catenaccio dorato al collo, Keith spende i pochi soldi che guadgana con occasionali lavoretti in nero acquistando bottiglie di birra al supermercato o ingollando pinte su pinte al pub. In genere conosce le sue fidanzate alla fermata del bus. L’amore non dura in genere molto più del tempo per arrivare a destinazione, ma è sufficiente a generare un erede. Macdonald ha anche precedenti penali: è stato in prigione per violenze e piccoli reati. Sia lui che le sue compagne appartengono al sottoproletariato bianco britannico, una piaga sociale che né la Thatcher né Blair sono riusciti a curare: vedremo se ci riuscirà David Cameron con il suo progetto di sapore kennedyano di "Big Society", ma gli esperti ne dubitano.

Il "record" di un disoccupato che fa dieci figli con dieci donne ad appena 25 anni peserà sul dibattito sul futuro del welfare state, una rete di protezione un tempo considerata sacra in Gran Bretagna ma oggi messa a repentaglio dalla crisi economica, dal deficit pubblico e dai pesanti tagli che il governo vuole fare al bilancio.

(21 settembre 2010)

                                                                                                                         (fonte: repubblica.it)

lista della spesa #23

Ecco un nuovo prodotto che non potrà assolutamente mancare nella vostra lista della spesa. Stavolta parlo con voi, donne: siete stanche delle battutine sulle vostre maschere facciali al cetriolo, al ribes, al cemento rapido, e via dicendo? Stanche di sentirvi dire cose del tipo "sembri un mostro"?
E allora, visto che fate ‘sta cosa, fatela bene: stupite il vostro partner, procuratevi una maschera rigenerante alla Hannibal Lecter!!
(- 23 giorni all’ Appletini night "Festa delle medie"!)

oggetti8

Appletini night: IV edition!!

appletini.it e le associazioni Il dito e la luna, Escondida e Icaro vola di notte presentano:

APPLETINI NIGHT IV EDITION: LA FESTA DELLE MEDIE
Sabato 23 Ottobre, dalle 22.00,
presso l’associazione Il dito e la luna, via Pianora 6/8, Coccaglio
(BS)

Torna l’appletini night, l’evento mondano più gettonato nei peggiori bar di Caracas! Stavolta verremo catapultati nell passato: vi ricordate le feste delle medie? Bene, noi ci mettiamo i bicchierini con il nome a pennarello, il panino con la fettina di salame, la spuma bionda. Voi metteteci la fantasia: jeans a vita improponibilmente alta, magliette degli 883, fascia per capelli dei nomadi, brufoli, pettinature improbabili. calzature oscene, e quant’altro.
Non importa di che generazione siate: vi vogliamo come eravate alle VOSTRE feste delle medie.
E poi dj set, birra, chupitos, mojito, pincanello, tutto in perfetto stile appletini night. E se fate i bravi, anche lo specialino di QuandoSiFaBuio!
Come sempre, ad ingresso completamente libero.
Il tutto a IMPATTO ZERO: il materiale utilizzato sarà completamente biodegradabile!
Insomma, SIAMO TORNATI!!

Via col conto alla rovescia, allora: -25 giorni all’appletini night "festa delle medie"!

Tra pochi giorni sarà online il sito appletininight.info, con tutte le informazioni necessarie a rispondere alle domande che si formeranno nelle vostre testoline. Nel frattempo, iscrivetevi all’evento su facebook, cliccando QUI.

a Judas life #4

(Riassunto della puntata precedente: l’arcangelo Gabriele si reca dal padre di Giuda per annunciargli che diventerà padre di Gesù, ma egli si rifiuta e picchia l’arcangelo, che in alternativa si reca da Giuseppe. Giuda in quegli anni scopre anche che il suo vero nome è Lodato Sicario Mazzotti)


In quel tempo, Giuda e Gesù si trovavano spesso a giocare insieme. In genere si incontravano a casa del nazareno, per una serie di motivi molto validi:

1_ Giuseppe era fuori tutto il giorno per lavoro, e quindi la casa era semivuota. C’era Maria, certo, ma era quasi come non ci fosse: una signora molto riservata e dolce, come tutti gli appartenenti al segno della Vergine. Pure come ascendente aveva la Vergine. Giuseppe invece era Toro, ascendente falegname.

2_ Giuseppe, è risaputo, era un falegname, e costruiva tutto quel che poteva con il legno: infatti il primo nome di Gesù fu Pinocchio. Ma poi l’arcangelo Gabriele, che non aveva la minima intenzione di tornare sulla terra dopo aver preso una vigorosa malmenata dal babbo di Giuda, gli ricordò tramite mail che si era pattuito di chiamarlo Gesù, e così fecero. Giuseppe aveva una passione smisurata per il suo lavoro, e tutto in casa sua era costruito con legno di qualità: sedie, tavoli, armadi, pane.

3_ Anche il papà di Giuda (che tutti conoscevano come “il siòr Mazzotti”) era appassionatissimo al suo lavoro, e quindi anche nella loro casa tutto era costruito con la materia prima a disposizione: solo che il siòr Mazzotti lavorava in una ditta di corone di spine, e così le sedie risultavano un po’ scomode. I tavoli pure. Ma soprattutto il joypad della playstation.

Insomma, per tutte queste motivazioni ci si trovava sempre a giocare a casa di Gesù.

A Giuda, Gesù non stava molto simpatico. Ma con quella sua fissa per il metal, unitamente al fatto che era un teppistello, non aveva molti amici, e così si accontentava: il nazareno era molto gentile con lui. Inoltre, le sedie di casa sua non pungevano.

La situazione però era pesante: c’era da considerare anche il fatto che, a qualunque gioco si stesse giocando, Gesù vinceva sempre. E non è un modo per dire che vinceva spesso; vinceva sempre, il che risultava un tantino difficile da digerire, soprattutto per un ragazzino come Giuda. Vinceva a Street fighter (riusciva a finirlo con Zangief, non so se mi spiego), vinceva a flipper, vinceva a texas hold’em.

Quel giorno si giocava a Pro Evolution Soccer.

– Dai, Gesù, scegli la squadra.


– No, no, scegli prima tu, Giuda!

– Ok, fatti tuoi. Io prendo il Brasile. Ottimo.

– Io scelgo il Congo.

– Ma sei scemo?

– Credo nello sviluppo calcistico di questo paese.

– Ok, ok. Stavolta ti rovino, ciccio.


HIGHLIGHTS del match

La velocità dei brasiliani fa subito la differenza: dopo solamente sette minuti il Congo è costretto al fallo in area con relativo rigore.

Kakà sul dischetto: parato.

Nel corso della partita seguiranno altri ventuno rigori per i verdeoro: tutti parati. In occasione degli ultimi tre penalty il portiere Congolese si permette anche di fare lo sbruffone: ne para uno ad occhi chiusi, uno con una chiappa e, in occasione dell’ultimo, esce addirittura dal campo.

Palo.

Nel secondo tempo, cambio nelle file del Congo: esce un trequartista ed entra una gazzella, presumibilmente una mezza punta.

Tripletta.

A metà della ripresa Robinho esce spontaneamente dal campo per incamminarsi lungo la via di Damasco, in preghiera: Brasile in dieci.

All’ottantasettesimo, gol di mano di un attaccante del Congo. Non della gazzella, stavolta: lei le mani non le ha.

– Ehy, Gesù: era mano, cazzo!!

 
– Schh, hai presente Maradona? Ecco, è uguale. É la mano di Dio.

Risultato finale: Brasile 0-4 Congo. Quantomeno improbabile.

Fu così che Giuda decise di “sfidare” Gesù su di un terreno che gli fosse più congeniale: la pesca.

Egli era infatti un ottimo pescatore e possedeva un’attrezzatura semi-professionale, acquistata alla Decathlon di Nazareth: Gesù invece non aveva mai pescato in vita sua, ma era molto curioso al riguardo. In particolare, era attratto dall’idea di poter provvedere, con la pesca, a procurare una buona cena ai suoi genitori.

Ma sei sicuro di prenderne abbastanza?”, gli chiedeva Giuda.

Cominciamo a prenderne uno, che poi ci penso io”, rispondeva placidamente lui.

Così si allontanarono, dimenticandosi però di avvisare Maria che, intenta nella lettura dell’oroscopo di Solange, non si era accorta del fatto che i due ragazzini fossero usciti.

Se ne accorse soltanto all’ora della merenda.

Gesù, Giuda, è quasi pronta la merenda! Gesù, mi è rimasto solo un panino con la Nutella, ci pensi tu a farne saltar fuori due?”

Ma essi non risposero.

Così la vergine, allarmata, corse da Giuseppe, che si stava facendo una sega, infilando l’apposito manico da lui scolpito in legno nella lama di ferro predisposta al taglio, il che gli avrebbe permesso di impugnarla perfettamente ed utilizzarla per segare altro legno. Confezionava sempre da solo le sue seghe, per risparmiare.

– Giuseppe, Giuseppe, Gesù e Giuda non ci sono più!

 
– E dove sono?

– Secondo te, se lo sapessi, sarei qui a dirti ‘sta cosa?

– Uhm. Vero. Aspetta, chiamo Fausto e partiamo a cercarli.

Fausto era il cane di Giuseppe, un pastore nazareno: questa cosa aveva in passato creato alcuni attriti con l’ufficio tributi romano, il quale aveva inteso che Fausto fosse un componente della famiglia originario di Nazareth e dedito alla pastorizia, e si chiedeva il perché non versasse i contributi.

Ma comunque.

Fausto era un vero segugio: avrebbe ritrovato i ragazzi in breve tempo.

Il problema era la sciatica di Giuseppe: il pastore partì di gran carriera e Giuseppe lo perse in tempo record. Così si ritrovò senza figlio, senza amichetto del figlio e senza cane.

In realtà, nel frattempo, Fausto aveva effettivamente ritrovato i ragazzi che, vedendolo arrivare, si resero conto di non aver avvisato della loro gitarella. Così Giuda fu costretto a rilasciare i due pesci sole che aveva pescato, Gesù mollò le sei balene che aveva a sua volta colto all’amo e tornarono verso casa, costeggiando via Crucis.

A casa, anche Giuseppe era in preda alla disperazione. Come ritrovare i ragazzi ora che anche Fausto era sparito?

Ma in fondo era un uomo pieno di risorse: mandò un messaggio privato in facebook a McGiver, che fortunatamente era connesso.

Egli gli rispose immediatamente:

Caro Giuseppe, grazie per avermi contattato. Se tu avessi un elastico, ritrovare tuo figlio sarebbe molto semplice. Ma avendomi specificato che non sei munito di elastici, la cosa si fa maledettamente complicata. Ti suggerisco di ritrovare prima il cane, il quale in seguito ti aiuterà a ritrovare i pargoli. Come ritrovare il cane, non lo so: potresti provare con un elastico, ma non ce l’hai, oppure con una bistecca. O imitando un altro cane. O con un megafono, ma per costruirlo ti servirebbero degli elastici, e mi risulta che tu non ne abbia.

Insomma, vedi tu.

Distinti saluti,

McGiver”

Giuseppe lesse attentamente il messaggio e si decise per il richiamo canino: Fausto era un cane molto curioso e, non essendo quella una zona nella quale si potessero trovare molti suoi simili, sentire dei latrati avrebbe attratto di sicuro la sua attenzione.

Gesù e Giuda erano intanto sulla via del ritorno, quando ad un certo punto, da lontano, sentirono dei guaìti.

Bauuuuuuuuuuuuuu!!

Bauuuuuuuuuuuuuu!!

Fausto cominciò a correre e i due ragazzini, altrettanto curiosi, lo seguirono velocemente. Quei lamenti sembravano provenire proprio dal loro villaggio, che ormai stavano per raggiungere. Percorsero quindi Via dei Mille, presero il sottopasso che permetteva di oltrepassare l’autostrada, la Nazareth – Reggio Calabria, e sbucarono dietro Piazza Garibaldi, da dove sembrava provenire quel trambusto.Fu così che, girando l’angolo, scoprirono Giuseppe intento nel suo richiamo.

Bauuuuuuuuuuuuuuuuu!!

Bauuuuuuuuuuuuuuuuu!!


Al che Giuda, stupito, si voltò verso Gesù e gli disse, placidamente: “Ehy, Gesù, tuo papà abbaia!”

Fu così che nacque la bestemmia.